La scelta del riscaldamento decide mezza ristrutturazione: cosa si demolisce, quanti giorni di cantiere, che bollette avrai per vent'anni. Ecco le tre strade, senza giri di parole.
Si sostituiscono i corpi scaldanti sugli attacchi esistenti (ghisa → alluminio o acciaio, con valvole termostatiche) e la caldaia. Il cantiere non tocca pavimenti né muri.
Serpentine sotto il pavimento, calore uniforme a bassa temperatura: l'abbinamento naturale della pompa di calore. Ma richiede demolizione dei pavimenti, massetto dedicato e verifica di porte e soglie — ha senso solo dentro una ristrutturazione completa, dove i pavimenti li stai già rifacendo.
Si sostituisce solo il generatore: via la caldaia, dentro la pompa di calore aria-acqua. Funziona se i termosifoni sono generosi: la PdC lavora a bassa temperatura, e i radiatori in ghisa dimensionati per i 70-80 °C di una vecchia caldaia possono non bastare nelle settimane più fredde.
Rifai tutto? Radiante + pompa di calore, e valuta il fotovoltaico nello stesso cantiere. Rinnovi solo l'impianto termico? Termosifoni nuovi + caldaia, oppure solo PdC se i radiatori reggono la bassa temperatura. Il preventivo StimaCantiere sviluppa giornate, passaggi e avvisi (contatore, ghisa, asciugature) per la soluzione che scegli.
Nel dubbio, chiedi il sopralluogo: la scelta giusta dipende da isolamento, tubazioni esistenti e potenza disponibile.
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